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3 Aprile 2025

Acidità fissa

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

In enologia, l’acidità fissa si riferisce alla quantità di acidi non volatili presenti nel vino, ovvero quegli acidi che non evaporano facilmente e rimangono stabili nel prodotto finale. Questi acidi, come l’acido tartarico, malico, lattico, citrico e succinico, sono fondamentali per definire il profilo gustativo del vino, contribuendo alla freschezza, alla struttura e all’equilibrio complessivo.

L’acidità fissa differisce dall’acidità volatile, che include invece acidi più leggeri e facilmente evaporabili, come l’acido acetico. Gli acidi che compongono l’acidità fissa provengono principalmente dall’uva e dai processi di fermentazione e maturazione, rimanendo stabili nel vino anche durante la conservazione. Tra questi, l’acido tartarico è il più importante e rappresenta l’elemento principale per mantenere il pH e conferire stabilità al vino, mentre l’acido malico dona un carattere fresco e fruttato, che può essere trasformato in acido lattico durante la fermentazione malolattica, rendendo il vino più morbido.

La misurazione dell’acidità fissa, solitamente espressa in grammi per litro di acido tartarico equivalente, è un parametro essenziale per garantire l’equilibrio organolettico del vino. Valori ottimali variano tra i 4 e i 7 grammi per litro, a seconda del tipo di vino e dello stile desiderato. Un’acidità fissa adeguata conferisce freschezza, vivacità e stabilità microbiologica, prevenendo lo sviluppo di microrganismi indesiderati e contribuendo alla longevità del vino.

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