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3 Aprile 2025

Famiglie, economia circolare e ambiente, i punti di forza di Cantine Settesoli

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

La terra come motore che genera cultura, che a sua volta genera valore: il circolo virtuoso di Cantine Settesoli, a 62 anni dalla sua nascita, porta oggi frutti maturi. La cooperativa siciliana parte dalle sfide di virtuosismo ambientale e responsabilità sociale per scrivere una nuova pagina della sua storia. Un progetto a lungo termine, in cui l’economia circolare e l’attenzione al territorio avranno un ruolo sempre più importante.

Nata nel 1958 dall’intuizione di un gruppo di viticoltori menfitani, Cantine Settesoli fin da subito non fu solo una cooperativa a cui conferire l’uva ma un’organizzazione che trasformava il prodotto in un bene di maggiore valore economico: il vino. L’indotto creato sul territorio menfitano si è sviluppato negli anni, fino a dare vita ad una vera economia parallela perfettamente integrata con il territorio e nella produzione vinicola: dalla vendita di sfuso si passò, nel 1974, a confezionare parte della produzione, con i primi vini in bottiglia esportati anche all’estero, sotto la guida dell’allora presidente Diego Planeta.

1999: Nasce Mandrarossa

L’evoluzione successiva è datata 1999, anno di nascita del marchio Mandrarossa: oggi pluripremiato top brand di Cantine Settesoli rivolto esclusivamente al canale distributivo Horeca e molto legato alla sperimentazione, attentissimo alla gestione del vigneto e alla qualità dell’uva, figlio della selezione di 500 ha su 6000 ettari di coltivazioni.

“Abbiamo una nuova cantina dedicata esclusivamente a Mandrarossadichiara Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli dal dicembre 2017 – un edificio sostenibile e ben inserito nel contesto ambientale che ci permette di alzare la percezione del nostro brand. Vogliamo smentire il luogo comune per cui una cooperativa non può fare vini di qualità: non solo siamo convinti del contrario, lo vogliamo dimostrare. Siamo una delle più importanti cooperative vinicole europee, con export in oltre 40 paesi nel mondo, fra cui Stati Uniti e Giappone, garantiamo al consumatore un livello qualitativo elevato al giusto prezzo”.

L’economia circolare e lo sviluppo sostenibile

Cantine Settesoli produce vini di qualità dalla forte identità territoriale, anche biologici, e costituisce un modello di gestione etica della cantina intesa come comunità, punto di riferimento economico e sociale di un intero territorio. Si può parlare di sostenibilità a 360°: grazie alla cooperativa, 5000 famiglie dislocate su nove comuni e tre provincie possono lavorare con la prospettiva di un futuro più roseo. Nella cooperativa, il concetto di sviluppo sostenibile è un’introiezione culturale che va accettata, condivisa in ogni suo aspetto e praticata da ogni socio, a partire proprio dalla gestione agricola del territorio.

Le nuove tecniche di gestione del lavoro in vigna – come la lotta integrata, la potatura conservativa con il metodo Simonit & Sirch – e l’impiego di risorse locali (98% del totale) sono fondamentali per valorizzare al massimo la qualità dell’uva, nel rispetto dell’ambiente. Sulla base dei dati raccolti nei vigneti da EnoGis – sistema agronomico computerizzato con capannine meteorologiche – ai soci vengono diramati bollettini settimanali per compiere specifiche operazioni laddove sussistono le condizioni; è così possibile monitorare gli attacchi di peronospora, avvantaggiarsi in caso di fenomeni climatici critici, controllare le vendemmiatrici e la loro velocità.

Il biologico, un cambiamento culturale per il futuro

Apripista del biologico e prima cantina cooperativa ad aver ottenuto il riconoscimento Viva, la certificazione di sostenibilità del vino, Cantine Settesoli è stata fra le prime realtà che hanno aderito a British Retail Consortium ed EU Organic. Di 6000 ettari complessivi, ben 908 sono a conduzione biologica, numeri che testimoniano la crescente consapevolezza e attenzione dei produttori che rinunciano ai prodotti sistemici e di sintesi. Da un lavoro incessante in questa direzione è nata Jummare, una linea di vini esclusivamente biologici. L’assistenza agronomica e tecnica raggiunge in modo capillare tutti i 140 soci in conduzione biologica, potenziando la rete di competenze con ben cinque agronomi a loro volta supportati da una consulenza esterna.

La cooperazione come modello per le nuove generazioni

Cantine Settesoli è una cooperativa che si basa su sani principi di solidarietà, che sostiene e coinvolge anche le nuove generazioni in un sistema moderno di campagna e di lavoro.

“Come i nostri genitori hanno gettato le basi per lo sviluppo economico di questa rilevante porzione della Sicilia sud occidentale – conclude il Presidente Bursi – così il nostro dovere è quello di non compromettere il futuro dei nostri giovani, lavorando perché le attuali pratiche di sostenibilità siano il fondamento di future strategie per la creazione e la salvaguardia di un ambiente naturale, economico e sociale sano. In questo modo aiutiamo i nostri ragazzi a non abbandonare la nostra Sicilia, offrendo loro uno scenario culturale e organizzativo entro il quale muoversi, creare, sopravvivere. Perché ciò che conta, per noi, è la terra: il nostro valore e l’origine della nostra esperienza e ricchezza”.

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