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3 Aprile 2025

Vermentino e Verruzzo Monteverro, nuove suggestive etichette firmate Bruno Pellegrino

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Continua la collaborazione, nata nel 2019 in occasione di Arte&Vino, di Monteverro – giovane e moderna cantina illuminata, realtà enoica eclettica e aperta alla sperimentazione e alle contaminazioni – con Bruno Pellegrino, un artista dall’animo e dalla vita poliedrica, “ricamatore di suggestioni” che trovano espressione in un linguaggio dal forte senso del colore, con l’uso di materiali e tecniche diverse. Come ricca e poliedrica è stata la sua vita professionale: politico di lungo corso, attivo fino al 1992, autore di libri, imprenditore e infine artista.

Mi è capitato più volte di cambiare vita, di voltare pagina, di iniziare nuove avventure”, dice di sé. “I colori, le forme, la pittura e, in piccola parte, la scultura mi hanno catturato in maniera vigorosa, assorbente. E, quello che più conta, gratificante. Una vera torsione esistenziale”.

Tutte queste sfumature le ritroviamo nelle due nuove etichette che rappresentano l’identità iconografica dei due giovani vini della cantina capalbiese: Vermentino e Verruzzo, un bianco e un rosso, espressioni di una maremma autentica. Il primo è un vino dall’anima mediterranea, croccante, fine e armonioso con aromi fruttati e fresche e un brillante color giallo paglierino. Il rosso, nomen omen, porta nel nome la sua vera natura: piccolo cinghiale, emblema di un temperamento forte e dinamico, potente e aromatico con una prevalenza di uve classiche bordolesi e una percentuale di Syrah.

A questi due vini Bruno Pellegrino ha costruito addosso un abito che ce li racconta al primo sguardo: un pesce dorato che “parla” attraverso la briosità dei tocchi di colore, costruiti con armonia. Un pesce delicato ma dinamico perché “i pesci come il vino vivono nel segno dei colori e della naturale vitalità”, come recita il retro etichetta.

La collaborazione tra Monteverro e Bruno Pellegrino – nata l’anno scorso nell’ambito della kermesse Arte & Vino, curata da Maria Concetta Monaci e organizzata dall’associazione culturale Il Frantoio (http://www.frantoiocapalbio.com) – continua anche quest’anno trovando una perfetta armonia di visioni tra l’identità enoica della cantina e le suggestive realizzazioni dell’artista.

Monteverro vanta 50 ettari di cui circa 38 vitati, 150mila bottiglie l’anno, 6 etichette – 4 rossi (Monteverro, Terra di Monteverro, Tinata e Verruzzo) e due bianchi (Chardonnay e Vermentino).

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