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3 Aprile 2025

Federdoc, Wine Kit: vinta la battaglia a tutela del vino italiano

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Illegittimo in quanto trae in inganno il consumatore, evocando un’inesistente origine italiana ed una altrettanto inesistente provenienza da mosti di vini DOC. E’ questa in sintesi la conclusione arrivata dalla Corte Suprema di Cassazione sull’affaire “wine kit”, iniziato nel febbraio 2016 con una sentenza di assoluzione di 1° grado da parte del Tribunale penale di Reggio Emilia e poi proseguito nel maggio 2019 con quella della Corte di Appello penale di Bologna che ne aveva ribaltato l’esito, condannando uno degli imputati per il reato di cui all’art. 517 del codice penale “vendita di prodotti con segni mendaci”.
Una sentenza, quest’ultima, ora confermata dalla Corte Suprema di Cassazione che ha scritto la parola fine ad una lunga vicenda giudiziaria, combattuta anche da Federdoc insieme a Cia-Agricoltori Italiani, al tempo parti civili nel processo.

“Dopo anni di battaglie legali – dichiara Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc – contro questi famigerati wine kit, che avrebbero causato un danno di almeno 200 milioni di euro al settore vinicolo nazionale, apprezziamo fortemente questo risultato, che va nella direzione della trasparenza e della tutela del consumatore, ma anche della salvaguardia del vino italiano a livello internazionale, su cui siamo da sempre in prima linea. Su questa vicenda, in particolare, abbiamo agito con costanza e decisione, fornendo delle tesi valide che non a caso sono state accolte dalla Corte di Appello penale di Bologna e adesso ulteriormente avvalorate dalla Corte Suprema di Cassazione, che ha confermato appieno la sussistenza dell’illecito. La vittoria raggiunta rappresenta dunque un risultato importante per il comparto e il made in Italy di qualità e, allo stesso tempo, un ulteriore stimolo per rafforzare ancora di più la nostra attività di tutela contro ogni tipo di contraffazione”

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