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4 Aprile 2025

Export Vino: saldo positivo nel primo semestre del 2019 per l’Italia

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Nei primi sei mesi del 2019, l’export italiano di vino e mosti ha chiuso i conti in maniera soddisfacente. In totale, il settore in volume ha superato i 10 milioni di ettolitri (+9%), mentre in valore ha oltrepassato la soglia dei 3 miliardi di euro, con una crescita del 3% rispetto al medesimo periodo del 2018.

Nonostante il mercato si stia rapportando con la vendita, in particolare, dei prodotti dell’abbondante vendemmia 2018, tengono i prezzi medi di spumanti e vini fermi, mentre lo sfuso (sottoposto a forte concorrenza del prodotto spagnolo) registra pesanti flessioni dei listini, nell’ordine del 30%.

Nel primo semestre dell’anno, però, le esportazioni italiane di vini fermi verso gli Stati Uniti hanno registrato una pesante battuta d’arresto calando del 4% in volume (1,1 milioni di ettolitri), con valori stabili a poco meno di mezzo miliardo di euro. In particolare, questi primi sei mesi del 2019 sono stati difficilissimi per i vini bianchi, che negli USA segnano riduzioni del 10% in volume e del 7% in valore, mentre il comparto dei rossi riesce, per ora, a tenere il passo con una crescita del 3% in volume e dell’8% in valore.

I vini fermi bianchi e rossi rappresentano un settore strategico che va difeso, tutelato e promosso con ancora più forza. Questa flessione rappresenta un campanello d’allarme per l’intero settore, che va assolutamente ascoltato, perché quello statunitense è il primo mercato a valore per le nostre bottiglie. Considerando che all’orizzonte si profila l’introduzione di dazi da parte dell’amministrazione USA, in scia alla disputa Boeing/Airbus con l’Unione Europea, questo scenario rischia di peggiorare in futuro.

Al contrario dei vini fermi, il Prosecco e gli spumanti in generale negli Stati Uniti stanno andando a gonfie vele: l’export nei primi sei mesi del 2019 fa registrare +6% in volume e +5% in valore.

Oltre che negli USA, la situazione dei vini fermi confezionati non è positiva in Canada. Nonostante l’entrata in vigore degli accordi di libero scambio, infatti, l’export italiano ha registrato una flessione del 6%, a fronte delle crescite di Francia (+2%) e Spagna (+22%).

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