16.5 C
Roma
4 Aprile 2025

Terre Cevico: fatturato consolidato a 164 milioni

Articoli interessanti

Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Numeri in crescita per Terre Cevico, consorzio cooperativo presieduto da Marco Nannetti. Nella storica e simbolica cornice del “Cardello – Casa Museo di Alfredo Oriani” di Casola Valsenio ha presentato i risultati della gestione 2017/2018: crescono il patrimonio netto salito a 69,7 milioni di euro, l’utile che è di 625.000 euro, e soprattutto l’export che ha raggiunto la cifra di 42,9 milioni di euro (+28%). Cinque i mercati al top del Gruppo: Cina (primo esportatore italiano), Giappone (secondo esportatore), Russia, Francia, Regno Unito. Bene anche la posizione finanziaria netta che oltrepassa i 22 milioni di Euro.

Tutto questo in un trend di crescita di lungo periodo che ha visto salire il fatturato di Terre Cevico oltre i 103 milioni. Il fatturato consolidato (Terre Cevico, Le Romagnole, Colli Romagnoli, Le Romagnole Due, Due Tigli, Rocche Malatestiane, Sprint Distillery, Winex. Tenuta Masselina e Medici Ermete & Figli) nella gestione 2017/2018 è stato di circa 164 milioni. Il plusvalore rispetto a quanto mediamente pagato dai mercati e riconosciuto ai soci supera i 6,8 milioni di euro.

Terre Cevico rappresenta un modello di successo cooperativo che unisce 5000 soci viticoltori e 7000 ettari a conduzione diretta, un grande vigneto che ha portato alla produzione di 1,6 milioni di quintali di uva lavorata (vendemmia 2018) e ad una produzione annua di 100 milioni di bottiglie.

Numeri importanti si registrano anche sul fronte del biologico che, pur in presenza di una vendemmia 2017 caratterizzata da basse produzioni, fanno raggiungere in Italia un fatturato vicino al milione di Euro. La linea vini Bipuntoio, antesignana proprio del progetto sul biologico del gruppo, è stata ampliata a nove referenze, e anche il Sancrispino, vino da tavola in brik prodotto dal 2006, viene ora proposto nella versione SancrispinoBio, promosso dal nuovo spot con Cesare Bocci, testimone d’eccezione.

L’assemblea è stata occasione per presentare anche il bilancio di sostenibilità, per raffigurare quanto e come Terre Cevico crei valore sui fronti economico, etico/sociale ed ambientale. E a questo proposito il presidente Marco Nannetti ha rimarcato come “dal 2016 ad oggi la remunerazione del personale è aumentata di oltre 1 milione di euro a dimostrazione della natura anticiclica della cooperazione rispetto alla tutela dei livelli occupazionali. Non solo: nella squadra Terre Cevico i 264 dipendenti sono rappresentati per oltre il 38% da femmine e per oltre il 60% da persone con età compresa tra i 18 e 48 anni”.

All’Assemblea, a presentare i dati di bilancio, sono stati il Direttore Amministrativo e finanziario Massimo Gallina e il Direttore Generale Lauro Giovannini. Presente anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli: “La cooperazione riveste un ruolo fondamentale nel tessuto economico, e in particolare nel settore agricolo del nostro territorio. L’aggregazione è fondamentale per affrontare il mercato internazionale e l’innovazione, sfide che il sistema cooperativo ha saputo affrontare. Due sono le scommesse del futuro: biodiversità ed enoturismo. Terre Cevico va in questa direzione”.

A concludere la giornata Mauro Lusetti presidente nazionale Legacoop: “Troppo spesso si dimentica che la vita media di un’impresa cooperativa è di circa 40 anni, di gran lunga maggiore rispetto ad ogni altra forma d’impresa. La cooperazione sa interpretare le sfide del futuro senza mai spezzare la catena del passaggio generazionale. La cooperazione non rottama, bensì tramanda dei valori attraverso l’esperienza di ogni singola persona”.

- Supporta Bereilvino.it -Donazione Paypal

Altri articoli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Supporta Bereilvino.it -Donazione PayPal

Ultimi articoli

Cantine Italiane