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7 Aprile 2025

«Eos», la lampada creata riciclando le botti del Barolo

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Si chiama “Eos” ed è una lampada creata con le doghe delle botti di invecchiamento del Barolo. Oggi è solo un prototipo ma presto potrebbe entrare in produzione. L’hanno pensata e realizzata Anna Bellezza e Giulia Catalani, due studentesse del 2° anno del Corso di Product Design dell’Istituto Europeo di Design di Torino (IED). Il progetto ha vinto la borsa di studio di ReWineD® (Recycled Wine Design), idea della giovane vignaiola Sara Vezza, titolare della Cantina Josetta Saffirio di Monforte d’Alba, che ha lanciato una sfida agli studenti dello IED: produrre oggetti di design riciclando gli scarti della sua cantina vitivinicola.

Così bottiglie di vetro, tappi usati, vecchie botti, scatole di legno e di cartone, rotoli di etichette hanno trovato una seconda vita con quattro progetti in gara: oltre alla lampada Eos, “Wine Oak” un cavatappi e coltellino multiuso per vino creato da Elena Bellacicco e Federica Ferrarese; “La vite è bella”, tagliere con legno delle botti in disuso creato da Paolo Conte, Margherita Fruscoloni Morello e Silvio Positano; e “Between the stripes”, un portaghiacchio con i tappi di sughero firmato da Cecilia Clot e Lorenzo Puglisi.

A decidere quale era il progetto più bello e più funzionale è stata chiamata una giuria femminile composta dalla giovane produttrice vitivinicola Violante Gardini (azienda Prime Donne Donatella Cinelli Colombini), l’architetto e giornalista Giovanna Crespi e l’architetto Maria Grazia Novo. La premiazione è avvenuta in cantina a Monforte con una giornata di festa e di confronto, moderata dalla giornalista Maria Bianucci. Presente anche il sindaco di Monforte Livio Genesio.

«I ragazzi sono stati molti ricettivi – dice Sara Vezza – e hanno dimostrato che far rivivere gli scarti di cantina e di produzione è possibile. Qui in cantina anche gli avanzi sono molto preziosi perché sono pochi: l’idea di riciclarli e non buttarli comunica al consumatore un’attenzione anche per i piccoli dettagli. Il riciclo, poi, conclude un percorso di sostenibilità che la nostra azienda ha iniziato nel 2004 con la svolta biologica».

Un lavoro lungo un anno scolastico con numerosi incontri con gli studenti tra le vigne delle Langhe e nell’Istituto. Sono nate alleanze di territorio ed è entrata in partnership Italia Bellissima, network di architetti e artigiani italiani che lavorano nel settore edilizia-decoro creato dall’architetto astigiano Andrea Capellino. «Mettiamo insieme tutte le antiche tecniche artigianali italiane riproposte in versione moderna – spiega Capellino – e ci interessa molto il tema del riciclo e della sostenibilità ambientale: il cosiddetto design sistemico oggi è una necessità che nasce dall’eccesso di scarti di produzione che contengono ancora un valore e una loro vita».

Gli studenti dello IED sono stati seguiti dal docente Giorgio Ceste e coordinati da Simone Peditto (coordinamento didattico IED Design): «È un progetto che unisce tre concetti: artigianalità, sostenibilità ambientale e sperimentazione. È un riavvicinamento al materiale, alla realtà: in questo corso gli studenti si sono sporcati le mani e hanno lavorato con materiali di scarto che arrivano dal ciclo di produzione vitivinicolo. Prodotti di scarto che hanno così una seconda vita».

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