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3 Aprile 2025

Tintilia del Molise, pranzo di Pasqua con l’antica doc

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Francesco Pascuzzo
Francesco Pascuzzo
30 anni, dalla penisola sorrentina. È giornalista pubblicista dal 2013, attivo da qualche anno come addetto stampa per eventi di cultura e spettacolo. Dopo aver lavorato come ufficio comunicazione e p.r. di rassegne teatrali, si concentra sulla prosecuzione dei suoi studi giuridici – da laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli nel 2010. Parallelamente all’attività di ricerca in ambito universitario partecipa a meeting vari con pubblicazione di paper scientifici. Tuttora studia presso l’Università telematica Pegaso, portando comunque avanti il lavoro giornalistico in ambito locale. Passa dalla comunicazione politico-elettorale all’enogastronomia, attualmente addetto stampa della Condotta Slow food sorrentina. Inizia a specializzarsi in ambito vinicolo, con eventi e degustazioni presso cantine ed aziende in giro per l’Italia.

Un assaggio e già si ha la sensazione di esser avvolti dall’atmosfera rustica ed incontaminata della campagna molisana. Tinto per gli spagnoli, dalla cui dominazione al sud Italia il vitigno deriva. Rosso, come l’aureola che lascia sulla parete interna del calice una volta decantato. Tintilia è dunque il nome odierno con cui la principale doc del Molise viene ricordata assieme alle altre grandi produzioni regionali. Territorio piccolo ma dalle grandi potenzialità, il Molise, tale da spaziare dai bianchi – per la vicinanza dell’Abruzzo, terra dei grandi bianchi Trebbiano , Pecorino e Passerina – ai rossi autoctoni , come appunto la Tintilia, il Biferno e l’Aglianico d’influenza campana, soprattutto nelle aree più vicine al confine con il Sannio.

‘Opalia’ 2015 della cantina Campi Valerio da Monteroduni (IS) è l’etichetta protagonista del pranzo di Pasqua. Ideale accanto ad un antipasto a base di prodotti locali come salame, casatiello napoletano al pepe, formaggi, uova e carciofi, fino a chiudere con la carne di secondo piatto – agnello, pollo o coniglio alla cacciatora. Il sapore morbido e l’aroma fruttato di questa splendida doc al 14% ben si sposa con la sua natura giovane, che si evince dal colore ancora rosso porpora con venatura violacea.

Vitigno autoctono, per un’area di produzione piuttosto vasta, a ridosso del confine pugliese della piccola regione adriatica. Diffuso un po’ in tutti i comuni, tra le province di Isernia e Campobasso, la Tintilia è un uvaggio resistente e versatile. Ben si adatta al freddo interno dell’area appenninica ma che trova terreno fertile anche nelle zone più vicine la fascia costiera di Termoli e Campomarino, quest’ultimo sede di grandi aziende molisane dedite alla produzione di Tintilia e Biferno (dal nome del fiume omonimo che divide in due la regione). Un vino dalle numerose sfaccettature di gusto ed olfatto, a seconda della vicinanza del mare o meno. Sempre adatto a piatti di selvaggina, formaggi stagionati e naturalmente accanto a primi piatti con sughi elaborati. Protagonista assoluto del padiglione Molise all’imminente edizione di Vinitaly 2018 a Verona.

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1 commento

  1. Il Tintilia è un vino antico, poco conosciuto ma indubbio spessore, profondo ed equilibrato. Bella morbidezza e giusta tannicità. Dovrebbe essere molto più conosciuto ed apprezzato.

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