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4 Aprile 2025

Presentata la 47a edizione di Expo Chianti Classico

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Edizione numero 47 dell’Expo Chianti Classico: l’appuntamento, promosso dal Comune di Greve in Chianti in collaborazione con Consorzio Vino Chianti Classico, Regione Toscana e Comuni del Chianti, è dal 7 al 10 settembre prossimi a Greve in Chianti. Stamattina, a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, presentazione dell’iniziativa alla quale sono intervenuti gli assessori regionali Marco Remaschi (agricoltura) e Stefano Ciuoffo (turismo), il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani ed il presidente del Consorzio Vino Chianti Classico Sergio Zingarelli.

“L’Expo – ha detto l’assessore Remaschi – è un momento per presentare un marchio che è conosciuto in tutto il mondo. Ma è anche il momento, per tante aziende, per mettersi in mostra, aziende che vogliono continuare a crescere e cogliere nuove sfide. Chi viene a Greve può entrare in contatto con i produttori, farsi raccontare anche un po’ di storia e capire cosa c’è dietro un buon bicchiere di vino. Un evento che vive anche grazie al lavoro del Consorzio, soggetto attivo e all’avanguardia: l’Expo è anche l’occasione per gettare le basi, insieme ai Comuni del territorio, per la futura programmazione e sviluppo e stare al passo con una competizione sempre più agguerrita e globale”.

Un’estate torrida ed una gelata a fine aprile hanno messo in ginocchio il comparto agricolo, con ripercussioni anche sulla produzione vitivinicola regionale. Come confermato dal presidente del Consorzio Chianti Classico Sergio Zingarelli il quale, tuttavia, ha spiegato che occorrerà aspettare per fare un bilancio complessivo, sebbene la produzione 2017 registrerà sicuramente un segno meno, in una forbice quantificabile tra il 15 ed il 35%. “I problemi idrici di quest’estate siccitosa – ha aggiunto Remaschi – meritano grande considerazione e soprattutto investimenti mirati. Ricordiamoci delle discussioni e delle sommosse all’epoca della costruzione di Bilancino; adesso credo siamo tutti disposti a riconoscerne l’utilità. Eventi climatici di questo tipo spero non diventino la regola ma dovremo abituarci ad affrontarli il che significa pianificare interventi ad hoc, tenuto conto della fragilità del nostro territorio . Se la Toscana vuol continuare a stare ai vertici in determinati settori, come quello vitivinicolo, occorrono investimenti”.

“Grazie al Chianti Classico, brand di livello internazionale, torniamo a parlare di Toscana delle eccellenze – ha detto Stefano Ciuoffo – Siamo di fronte a una grande risorsa che ci restituisce la capacità di raccontare la nostra terra e costruire su di essa le identità locali, del paesaggio, dei luoghi e degli stimoli al viaggio, ragione quest’ultima che fa sì che il turismo sia presente fortemente in questo settore. Perché la Toscana è un tutt’uno, è agricoltura, cultura, promozione del territorio e questa è la visione in cui operiamo insieme ai territori. L’expo Chianti Classico è una delle occasioni in cui lo possiamo dimostrare, dando spazio agli operatori locali e facendo emergere le eccellenze locali. Un modello di lavoro su cui abbiamo impostato, non a caso, la legge regionale sul turismo”.

“Riguardo a questa quarantasettesima edizione – ha continuato Ciuoffo – , si presenta come una serie di eventi costruiti con particolare cura. Si sa, le cose belle, proprio perché tali, appaiono semplici, anche se in realtà sono il frutto di un lungo lavoro nella grande complessità che in questo caso è rappresentata dalle aziende, dalle amministrazioni, dagli operatori. Ma i comportamenti virtuosi si sedimentano nel tempo: è così che nasce la qualità che si costruisce grazie a un lavoro di sistema, al sacrificio, alla determinazione e alla ricerca delle eccellenze”.

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