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3 Aprile 2025

Donne del vino toscane, un 2016 tra formazione e solidarietà

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Fabio Italiano
Fabio Italiano
Classe 1968, nato e cresciuto nella cantina del ristorante di famiglia, ho avuto il privilegio di conoscere i migliori vini del mondo grazie a mio padre. Tra le mie mani ho visto passare il meglio della produzione vinicola italiana e francese: dal Sassicaia (allora ancora semplice Vino da Tavola) ai vari cru di Barbaresco di Angelo Gaja, fino ai super famosi Château Margaux, Château Lafite Rothschild, Petrus, solo per nominarne alcuni. Tra un servizio ai tavoli e l’altro, ho anche trovato il tempo per laurearmi in Ingegneria presso l’Università degli Studi di Palermo. Il 23-11-1998, giorno del mio 30esimo compleanno, mi trasferisco in Olanda per amore, dove ancora oggi vivo con mia moglie e i miei due figli. Bereilvino.it è il mio hobby e non mi ritengo un esperto di vino ma solo un appassionato!

Da un lato un momento di approfondimento per aiutare le imprenditrici del settore vinicolo a conoscere meglio i mercati esteri, dall’altro un’attenzione spiccata alla solidarietà. È all’insegna della dicotomia tra formazione e impegno sociale, che le “Donne del Vino” della Toscana si preparano ad affrontare un 2016 ricco di impegni. Non soltanto gli appuntamenti di promozione del vino durante l’anno, ma anche una serie di occasioni particolari in cui il tocco femminile si declina nella volontà di garantire alle socie una preparazione internazionale costante e nel desiderio di rivolgere un gesto concreto a favore di chi si trova in difficoltà.

A spiegare le linee guide delle Donne del Vino toscane è il presidente regionale Antonella D’Isanto, dell’azienda agricola “I Balzini” di Barberino Vald’ Elsa, che le illustrerà alle socie il 3 febbraio nel corso di un happening in azienda per celebrare la nomina di Donatella Cinelli Colombini ai vertici nazionali dell’associazione: “ Oltre ad eventi sul territorio per far conoscere i nostri vini e le nostre cantine, organizzeremo eventi ed iniziative appositamente pensati per soffermarsi sul modo di interpretare il vino al femminile, soffermandoci sul modo di scegliere e servire il vino in tavola, sulla cultura del vino declinata al femminile. Racconta ancora Antonella “stiamo anche definendo i dettagli di un’asta benefica di bottiglie speciali per raccogliere fondi a favore di un’associazione onlus del territorio. Infine, insieme agli avvocati Serena Linopanti e Marco Giuri dello studio legala Giuri, esperti del settore vitivinicolo, organizzeremo un convegno sull’internazionalizzazione delle imprese, per ricordare alle socie come approcciarsi ai mercati esteri e come tutelare il proprio marchio fuori dai confini nazionali”.

“Sono convinta – conclude Antonella D’Isanto – che la formazione sia un aspetto fondamentale per continuare ad avere nelle vigne e nelle cantine toscane donne in grado di portare un contributo di capacità e competenze, queste ci daranno consapevolezza per entrare autorevolmente in un mondo nel quale lavoriamo da tempo, ma ancora dominato dal genere maschile, specie nei ruoli chiave”.

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